
In auto da Arco fino all’inizio delle Marocche; si parcheggia nei pressi del tiro al piattello ed in bicicletta si pedala lungo la salita che porta a Drena. 3 km. di sudore. Dopo circa 500 m., sulla destra iniziare una stradina sterrata che porta alla cascata nella gola di roccia sotto il castello, scavata dal Rio Sallagoni.
Portarsi gli stivali. La fatica di raggiungere trafelati ed ansanti il portone d’ingresso del castello verrà sicuramente compensata dalla bellezza del luogo. La fortificazione fu iniziata dai Romani sulle fondamenta di insediamenti più antichi, espandendosi nei secoli successivi fino alla sua caduta ad opera del generale francese Vendome nel 1703. Per molti anni in abbandono è stato recentemente ristrutturato ed acquistato dal comune di Drena, che ne ha fatto un centro culturale e di vita del paese. Imperdibile è la vista che si gode dalla torre di guardia, alta sulla rocca e a volo d’uccello su tutta la valle del Sarca e di Cavedine. Un po’ di nostalgica tristezza vi assalirà visitando i resti della cappella; vi accompagneranno le ombre dei cavalieri in preghiera prima della battaglia. Per visitare la cascata si può scendere con un sentierino che gira attorno alle mura, ma è consigliabile prendere la stradina sterrata più in basso; si arriva fino quasi davanti al suo ingresso. Pare che anticamente questa gola stretta ed aspra venisse usata come via di fuga segreta dagli abitanti del castello in caso di assedi.





